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Archivio storico del Comune di Fiesole

Sede e contatti
Via Portigiani, 24, 50014, Fiesole, Firenze
Tel. 055 5961306 – 615
E-mail. archivio.storico@comune.fiesole.fi.it
Sito web: http://www.comune.fiesole.fi.it/opencms/opencms/cultura/archivio/
Orario: 14.30 – 17.30 (su appuntamento)

Breve storia, finalità e patrimonio
L’archivio storico comunale di Fiesole è costituito da vari fondi documentari che sono relativi ad un’area territoriale molto più estesa di quella attualmente delimitata dai confini comunali. Il comune di Fiesole ha subito infatti consistenti variazioni di confine nel corso dei secoli XVIII e XIX, fino a pervenire, nel 1910, all’attuale configurazione.
Per quanto riguarda il periodo precedente l’Unità d’Italia, la ricchezza e la varietà di fondi archivistici è dovuta principalmente al ruolo svolto da Fiesole quale sede di una cancelleria. Ciò ha comportato l’affluenza e la conservazione nell’archivio comunale di documentazione relativa alle altre comunità sottoposte al controllo del cancelliere.
Il Comune dello Stato italiano unitario è per molti aspetti il diretto erede delle antiche entità amministrative locali, ma il fatto di natura istituzionale che determina la sua nascita è l’entrata in vigore della Legge per l’unificazione amministrativa del Regno d’Italia del 20 marzo 1865. I documenti relativi all’attività espletata dal Comune di Fiesole a partire da quella data e fino al 1945 sono organizzati in 29 serie. Nella sezione postunitaria dell’archivio sono conservati anche alcuni fondi documentari prodotti da enti, non più attivi che, pur avendo una personalità giuridica propria, hanno operato in stretta connessione con l’amministrazione comunale e derivando talvolta da essa la loro possibilità di funzionamento. Fra questi i più consistenti sono l’archivio del Giudice conciliatore e dell’Ente comunale di assistenza (ECA). Vi sono inoltre piccoli archivi prodotti dall’attività di vari consorzi, dal Patronato scolastico, dall’Opera Nazionale Balilla (ONB) e da organizzazioni dell’associazionismo locale.




Archivio Storico Comunale di Lucca

Sede e contatti
Piazzale S. Donato, 55100 Lucca
Tel. e fax: 0583 53132
E-mail: uffstorico@comune.lucca.it
Sito web: http://www.comune.lucca.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/149
Orario: martedì e giovedì dalle ore 9.00 alle 13.00; lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9.00 alle 13.00

Breve storia
L’istituzione dell’Archivio Storico fu decisa dall’amministrazione comunale nel 1979, riunendo la documentazione preunitaria dislocata in locali diversi, successivamente l’archivio storico ha acquisito anche la documentazione postunitaria.
Dopo la caduta della Repubblica Lucchese decretata nel 1799, l’amministrazione dello Stato fu caratterizzata per il periodo 1799-1805 da complicate vicende politiche che causarono un’alternanza di governi di ispirazione francese e governi di ispirazione austriaca.
Il primo tentativo di organizzare l’archivio risale al 1820, quando la sede comunale è ubicata “in S. Matteo”; il gonfaloniere Giovanni Battista Fatinelli riferisce che l’archivio, dislocato in due stanze, è “in grande confusione”, sottolinea la necessità di tenere divise le carte di Lucca da quelle delle comunità riunite; e propone di ordinare “l’archivio classando i libri, fascicoli, i documenti alla maniera più atta per servirsene all’uopo”. Il protocollista Cesare Merli incaricato del riordino, nella relazione che accompagna “L’indice Alfabetico dei documenti esistenti nell’Archivio della Comunità” afferma molta documentazione apparteneva “alle comunità riunite a quella di Lucca” e che l’archivio è stato finalmente riordinato con stabilità, chiarezza e precisione.
A distanza di cinque anni, 1825, sollecitato da una circolare statale, il segretario comunale avvocato Stefano Mariani, procede ad un nuovo riordino dell’archivio, che dal 1823 è ubicato nella nuova sede comunale in Piazza S. Giusto. A fine del lavoro il Mariani redige una dettagliata relazione, in cui rende conto del suo operato: ha rintracciato e riunito tutta la documentazione relativa alle sezioni del comune dividendola per sezione; la stessa operazione è stata eseguita per le cessate comunità inglobate da Lucca; infine ha preso in esame la documentazione appartenente a questa amministrazione comunale, dove afferma testualmente “non riscontrarsi che un vero disordine e la più grande confusione”.
Un indice generale molto schematico, compilato per materia, (per esempio Atti Civili, Contabilità, Decreti e Statuti) testimonia l’avvenuta sistemazione dell’archivio e permette di quantificarne la consistenza in 351 pezzi, nell’indice sono citate soltanto le comunità di Massa Pisana e Pescaglia. Con la riforma del 1823 Pescaglia fu declassata a sezione e inserita nella comunità di Lucca che ne acquisì anche l’archivio, soltanto nel 1837 viene ripristinata la Vicaria e comunità di Pescaglia.
Nel 1853, a distanza di 28 anni dal suo primo intervento, il Segretario Mariani propose un progetto per il riordino e la sistemazione della documentazione che si trovava dispersa in diversi locali. L’archivio trovò la sua collocazione il secondo piano del palazzo. Il Collegio dei Priori nell’approvare il progetto fornì precise indicazioni sugli strumenti che dovevano essere prodotti; e chiese una particolare attenzione per gli archivi delle soppresse comunità; doveva essere formata una specifica serie di questi atti così da venire a cessare l’indicazione di “miscellanea”.
Il Mariani si preoccupò di raccogliere tutta la documentazione estrapolata dall’archivio, a fini amministrativi, e giacente nei vari uffici, sollecitò l’acquisizione degli archivi di uffici soppressi quali della Grascia; della commissione incaricata della costruzione dell’Acquedotto della commissione della Nuova Piazza del Mercato ( attuale piazza Anfiteatro).
Nel 1871, sempre nell’ottica generale di una nuova riorganizzazione degli uffici, a seguito dell’Unità d’Italia l’archivio “morto” venne trasferito al mezzanino. E’ la prima volta che si parla di archivio morto, con riferimento a documentazione relativa ad affari esauriti; documentazione che viene divisa dall’archivio corrente e di deposito, che è trasferito al primo piano del palazzo. In questa occasione il Segretario generale Campetti invitò i capisezione a redigere un inventario delle carte che devono essere conservate per fini amministrativi nei loro uffici, nel contempo ordinò di restituire all’archivio la documentazione non più necessaria al disbrigo degli affari in corso.
L’intervento di riordino più incisivo è stato quello di Cesare Sardi il cui inventario fu pubblicato nel 1913.
Le aumentate competenze del comune e la mancanza di spazio portarono alla creazione di alcuni archivi di settore; quello della ragioneria vale da esempio: nel 1934 il Ragioniere Capo del Comune intervenne sulla tenuta dei registri della ragioneria, depositati in archivio (bilanci, conti consuntivi, mandati pagamento) osservando che non venivano conservati ordinatamente e chiede un locale attrezzato per la custodia dell’archivio della ragioneria.
Nel 1938 l’archivio fu oggetto di un ulteriore trasferimento; fu sistemato in due stanze al piano terra di palazzo Santini, secondo l’ordine indicato nell’inventario del Sardi, e con gli arredi opportuni. Qui restò il nucleo centrale dell’archivio del Comune di Lucca, fino all’inizio delle operazioni di recupero e riordino del 1979.
L’Archivio Storico, dopo varie vicende relative alla sua organizzazione, è stato collocato nel 2001 nella sede in piazzale san Donato, in un edificio idoneo per la conservazione e specificatamente attrezzato per la consultazione.

Patrimonio
La Sezione preunitaria documenta con continuità l’evoluzione istituzionale ed amministrativa del municipio di Lucca, dalla sua istituzione, avvenuta nel 1806 sino al 1865, quando lo Stato Italiano emanò la prima legge sull’unificazione amministrativa, che convenzionalmente segna la cesura tra periodo preunitario ed epoca postunitaria.
La Sezione postunitaria comprende gli atti del Comune dal 1866 al 1960. Si segnalano per la completezza delle serie e della ricchezza informativa i registri delle Deliberazioni del Consiglio comunale e della Giunta municipale, il Protocollo generale, i Censimenti della popolazione. Recentemente la sezione si è arricchita dell’archivio del settore Finanze e quello dell’Ufficio Tecnico.
La Sezione archivi aggregati raccoglie la carte prodotte da istituzioni ed enti diversi dal Comune, che hanno cessato la loro attività.




Archivio storico della Scuola superiore Sant’Anna di studi universitari e di perfezionamento

Sede e contatti
Sede centrale Scuola superiore Sant’Anna di studi universitari e di perfezionamento
Piazza Martiri della Libertà, 33 – 56127, Pisa
Telefono: 0508833111
Fax: 050883296
Servizi archivistici di collezioni speciali e documenti storici: Silvia Alessi (tel. +39 050 883.233; e-mail: silvia.alessi@santannapisa.it)
Sito web: https://www.santannapisa.it/it/biblioteca/

Breve storia e finalità
L’archivio, così come si presenta adesso, si crea nel 1786 quando l’appena istituito Conservatorio di Sant’Anna viene dotato dei beni espropriati ai soppressi monasteri pisani di S. Martino, S. Giuseppe, S. Elisabetta, oltre che delle proprietà del Monastero di S. Anna.
Tra questi beni figurano i fondi archivistici di ciascun monastero che andarono ad aggiungersi al nascituro archivio del Conservatorio.
Durante l’avvicendamento dei vari organi di governo che si sono succeduti alla direzione del Conservatorio, fino ad arrivare alla Scuola Superiore Sant’Anna di Studi Universitari e Perfezionamento, i fondi sono stati mantenuti in buono stato di conservazione e ordinamento grazie alla serie di interventi di riordino operati a partire dalla fine del XIX secolo.
Lo studio delle carte contenute nell’archivio delinea un tracciato storico che dalla vita economica e sociale di un monastero del XV secolo arriva fino alla ripresa economica del secondo dopoguerra vista attraverso i documenti di un convitto pubblico. Sono presenti piante e disegni di notevole interesse realizzati, tra i secoli XVI-XIX, da ingegneri e agrimensori.

Patrimonio
Consistenza: 1549 unità archivistiche
Estremi cronologici: 1086-1972




Archivio Fotografico Toscano

Sede e contatti
Via Santa Caterina 17 – 59100 Prato
Tel. 0574 1835149 – 50- 51
Fax. 0574 1837310
E-mail: info@aft.it
Sito web: www.aft.it
Orari: su appuntamento

Breve storia e finalità
L’Archivio Fotografico Toscano, aperto al pubblico dal 1985, si è costituito alla fine degli anni settanta per iniziativa del Comune di Prato. Un gruppo di esperti, poi comitato scientifico, ha contribuito alla realizzazione del progetto e ne ha seguito l’impostazione e il funzionamento.
Gli scopi e le finalità che l’archivio si propone sono quelli di costituire una propria raccolta permanente, promuovere studi e ricerche, favorire il coordinamento e la realizzazione di iniziative, al fine di diffondere la conoscenza della fotografia, storica e contemporanea.

Patrimonio
L’archivio dispone di una collezione di immagini, una biblioteca ed emeroteca specializzata di fotografia e una raccolta di oggetti fotografici d’interesse storico – museale.
La collezione di fotografie dell’AFT è composto da circa sessantamila immagini, di argomento vario, databili tra la fine dell’ottocento e gli anni ottanta del novecento e in continuo incremento.
Inoltre, accanto alla collezione storica, l’Archivio si sta ampliando attraverso una collezione di fotografia contemporanea.




Archivio di Stato di Pistoia

Sede e contatti
Piazzetta Scuole Normali 2 – 51100 Pistoia
Tel.: 0573 23350; 0573 367416
E-mail: as-pt@beniculturali.it
Sito web: http://www.archiviodistatopistoia.beniculturali.it/
Orario: lunedì: dalle 8:45 alle 13:45, martedì: dalle 8:45 alle 17:30, mercoledì: dalle 8:45 alle 13:45, giovedì: dalle 8:45 alle 17:30, venerdì: dalle 8:45 alle 13:45

Struttura organizzativa
Direttore: Antonietta Saluzzi
Settore amministrativo e segreteria: Ilaria Tavanti, Serena Baldecchi, Assunta Sperduto
Servizio di protocollo informatico Focal point: Massimo Braccini Serena Baldecchi, Assunta Sperduto, Marica Matteini
Economato: Ilaria Tavanti
Personale: Serena Baldecchi
Sala studio e sala lettura: Cristina Gavazzi, Patrizio Affricano, Maria Ferracane, Elena Tondini BIBLIOTECA Antonietta Saluzzi
Biblioteca: Antonietta Saluzzi
Ricerche per corrispondenza: Cristina Gavazzi
Didattica: Cristina Gavazzi
Valorizzazione: Antonietta Saluzzi, Cristina Gavazzi
Sito istituzionale: Massimo Braccini

Breve storia
L’Archivio di Stato di Pistoia ha attualmente la sua sede nel centro storico di Pistoia. L’edificio, di proprietà del Comune di Pistoia, e già sede delle scuole leopoldine, risale alla prima metà del ‘700, quando si volle dotare la città di una nuova fabbrica da adibire a ricovero per i poveri e i pellegrini in sostituzione dell’ospedale di Matteo detto anche del Crocefisso della Morte.
Il nuovo edificio venne costruito incorporando e demolendo alcune case di proprietà della Pia Casa di Sapienza o da essa appositamente acquistate nei pressi della vecchia chiesa di S. Jacopo in Castellare. La vita del nuovo ospedale fu breve dal momento che sotto Pietro Leopoldo, nel 1782, l’edificio venne utilizzato per istituirvi le scuole normali per povere fanciulle. Agli inizi di questo secolo, subito dopo la prima guerra mondiale, tornò ad essere temporaneamente utilizzato come ospedale militare, dal 1927, infine, il palazzo venne adibito a luogo dove concentrare gli archivi civici.
La sede attuale non dispone degli spazi necessari per un’adeguata sistemazione degli uffici, delle attrezzature tecniche e dei servizi rivolti al pubblico; anche i depositi sono ormai saturi e non consentono nuove acquisizioni di materiale documentario.
Da anni era stato individuato il complesso dell’ex convento di San Lorenzo, vicino all’ospedale di Pistoia e non lontano dalla sede attuale, quale futura sistemazione dell’Archivio di Stato di Pistoia, ma in tempi recenti si è concretizzata la possibilità di utilizzare come nuova sede dell’Archivio di Stato di Pistoia l’edificio del convento della SS. Annunziata in via dei Baroni, già in uso al Demanio militare, ma ormai dismesso. Dopo la concessione in uso governativo da parte dell’Agenzia del Demanio di Firenze avvenuta alla fine del 2002 si dovrà procedere ai lavori di adeguamento e restauro. Si auspica che in tempi relativamente brevi l’Archivio di Stato di Pistoia possa avere una degna sede.

Patrimonio
L’Archivio di Stato di Pistoia conserva i documenti, dall’età medievale all’unificazione, dell’antico Comune di Pistoia e degli altri uffici pubblici e istituzioni che governarono la città e il territorio limitrofo, comprendente allora gli attuali comuni di Abetone, Agliana, Cutigliano, Lamporecchio, Larciano, Marliana, Montale, Piteglio, Quarrata, Sambuca, San Marcello e Serravalle, oltre naturalmente quello di Pistoia.
L’Archivio riceve inoltre la documentazione prodotta degli organi locali dello stato unitario relativi all’ambito provinciale che, come noto, dal 1928, dopo l’istituzione della Provincia di Pistoia, comprende anche la Valdinievole. Con l’unica, importante, eccezione dell’Archivio di gabinetto della Sottoprefettura, poi Prefettura di Pistoia, che copre il periodo 1865-1943, la documentazione moderna versata dagli uffici provinciali dello stato si ferma ai primi anni del secolo XX, causa la perdurante mancanza di spazio di questo Istituto.
Tra gli altri archivi conservati si segnalano i fondi catastali con documenti dal secolo XV alla prima metà del ‘900, quelli provenienti da numerosi istituti di istruzione, assistenza e beneficenza, quelli degli enti laici e religiosi soppressi alla fine del ‘700 da Pietro Leopoldo e quelli degli ospedali. L’archivio dell’ospedale del Ceppo e poi degli Spedali riuniti si segnala per la consistenza e qualità delle carte conservate, comprese in un arco cronologico che dal 1287 giunge fino agli anni ’50 di questo secolo, con documenti in pergamena, campioni di beni rurali e urbani, repertori dei ricoverati. Di rilievo infine, anche se spesso carente dal punto di vista dell’ordinamento, la documentazione di importanti famiglie pistoiesi conservata presso l’Archivio di Stato di Pistoia.




Archivio di Stato di Prato

Sede e contatti
Palazzo Datini, via Ser Lapo Mazzei, 41- 59100 Prato
Tel. 0574.26064
Fax: 0574.445175
E-mail: as-po@beniculturali.it
Sito web: www.archiviodistato.prato.it
Orario: lunedì e mercoledì dalle 8.30 alle 17.20 – martedì, giovedì e venerdì dalle 8.30 alle 13.55

Organi direttivi
Direttore: Diana Marta Toccafondi

Breve storia
La Sezione di Archivio di Stato di Prato fu istituita con d.m. 10 gen. 1957, era indicata secondo la legislazione allora vigente, con il nome di Sottosezione di Archivio di Stato. Divenne Sezione in base all’art. 57 della 1. 30 sett. 1963, n. 1409, il quale prevedeva, entro due anni, la soppressione totale delle sottosezioni.
In seguito all’istituzione della provincia di Prato con decreto legislativo n.254 del 6 marzo 1992, la Sezione è diventata Archivio di Stato con decreto del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali del 24 maggio 1997, Gazzetta Ufficiale nr.197 del 25 agosto 1997.
Fin dalla sua istituzione ebbe sede nel palazzo trecentesco di Francesco di Marco Datini, che venne restaurato appositamente per la nuova destinazione.
Guido Pampaloni tra il 1957 e il 1958, si occupò dell’istituzione della sottosezione dell’Archivio di Stato di Prato e ne divenne il primo direttore e, in occasione dell’apertura ufficiale dell’istituto, realizzò una guida-inventario sommaria di tutti i fondi conservati salvo: l’archivio comunale di Vernio, i fondi della pretura e del commissariato di pubblica sicurezza di Prato e l’archivio della famiglia Vai Guicciardini. Nel 1969 divenne direttore dell’Archivio di Stato di Firenze e dal 1973, ottenuta la libera docenza, si dedicò all’insegnamento, prima di storia medievale poi di paleografia e diplomatica, fino al 1984.

Patrimonio
L’Archivio di Stato di Prato è formato, in termini quantitativi, da una consistenza totale di 25.094 filze, buste, pacchi, volumi, fascicoli e registri, e 314 pergamene; inoltre è possibile usufruire di una biblioteca contenete 465 volumi e 181 opuscoli.
Carte di provenienza pratese, inoltre, vanno ricercate nell’Archivio di Stato di Firenze, in particolar modo negli archivi notarili, nelle corporazioni religiose e nel Diplomatico, oltre al fondo della Propositura di S. Stefano di Prato.




Archivio di Stato di Pisa

Sede e contatti
Palazzo Toscanelli, Lungarno Mediceo, 30 – 56100, Pisa
Tel.:050 542698; 050 542784
Fax: 050 542784
E-mail: as-pi@beniculturali.it
PEC: mbac-as-pi@mailcert.beniculturali.it
Sito web: http://www.aspisa.beniculturali.it/
Orario: lun. e ven. 8,20 – 13,45; mart. merc. e giov. 8,20 – 17,20; sab. 8,20 – 13.30

Sede sussidiaria
Logge dei Banchi 2, Piazza XX Settembre – Pisa

Organi direttivi
Direttore: Massimo Sanacore

Breve storia e presentazione
La sede originale dell’Archivio di Stato fu sopra la Loggia dei Banchi, che oggi rimane come sede distaccata, mentre nei primi anni del Novecento la sede principale si trasferì nei locali più spaziosi di Palazzo Toscanelli sul Lungarno Mediceo. Altri depositi furono aperti circa venti anni fa.
L’Archivio di Stato di Pisa possiede anche una biblioteca specializzata in storia locale la cui formazione è dovuta al materiale librario pervenuto insieme ai fondi archivistici al momento dell’impianto, ai doni di privati ed enti, agli acquisti ministeriali, alle pubblicazioni a norma di legge. Da segnalare i volumi appartenenti alla biblioteca Toscanelli, ricevuta per lascito testamentario da Elisa Toscanelli, comprendente opere di vario genere e tipologia: letterarie, filosofiche, religiose, storiche, artistiche, scientifiche, cinquecentine, pregiate edizioni del ‘600 e ‘700 e una collezione di cartoline dei primi anni del ‘900 raccolte in volumi rilegati in pelle.




Archivio di Stato di Massa

Sede e contatti
Via G. Sforza 3, 54100, Massa
Tel. 0585-41684
Fax: 0585-45190
E-mail: as-ms@beniculturali.it
Sito web: http://www.archiviodistatomassa.beniculturali.it/
Orario di apertura:
archivio: dal lunedì al venerdì dalle 8,15 alle 13,45; martedì e giovedì fino alle 17,15;
biblioteca: dal lunedì al venerdì dalle 8,15 alle 13,45.

Organi direttivi
Direttore: dott. Maurizio Munda

Breve storia
L’istituzione dell’Archivio di Stato di Massa, avvenuta con regio decreto del 13 febbraio 1887, fu il risultato di lunghe e complesse trattative che ebbero inizio nella seconda metà del XIX secolo, tra il Ministro dell’Interno e la Deputazione provinciale di Massa. Prima di allora c’era stato il tentativo di salvaguardare le carte dell’archivio del Ducato con un decreto della Duchessa Maria Teresa Cybo d’Este, del 30 agosto 1788, che impartiva direttive per l’Istituzione di un pubblico archivio, ma senza esito.
Sulla sorte dell’Archivio di Stato di Massa notevole influenza esercitò Giovanni Sforza, il futuro primo direttore e fondatore dell’istituto archivistico massese, allora funzionario presso l’Archivio di Stato di Lucca.
Dopo un lungo silenzio, nel 1870 l’istituzione di un Archivio di Stato tornò alla ribalta grazie all’interessamento del Prefetto di Massa Winspeare, il quale, in occasione dell’apertura dei lavori del Consiglio Provinciale, esortava gli amministratori a far riordinare gli archivi governativi preunitari, divenuti di proprietà dello Stato italiano dopo la cacciata degli Estensi, ed uniti all’archivio della Prefettura presso Palazzo Ducale, futura sede dell’archivio di Stato di Massa dal 1887 al 1943.
Se da un lato fervevano i contatti fra il Ministero dell’Interno e l’Amministrazione provinciale, dall’altro non meno intense erano le trattative seguite da Giovanni Sforza per l’istituzione di un Archivio di Stato a Massa, di cui ambiva segretamente la direzione. Ben presto gli si presentò l’occasione per poter dare inizio alla realizzazione del suo ambizioso progetto, occasione fornita dal Ministero dell’Interno con l’incarico di procedere ad un censimento di tutti gli archivi esistenti sia a Massa che a Carrara.
Frutto della sua indagine archivistica sul territorio fu una splendida e puntualissima relazione che, ancora oggi, a distanza di oltre un secolo dalla sua redazione, è fondamentale per comprendere la formazione del patrimonio documentario dell’Istituto massese.

Patrimonio
L’Archivio di Stato di Massa, conserva attualmente 41.170 unità tra volumi, registri, buste, filze, unitamente a 973 pergamene ed a 2.886 mappe e fogli di mappe.
Cuore di questo patrimonio documentario è l’Archivio Ducale, o Segreto, che comprende, a sua volta, quello del Diplomatico (1204-1777). Quest’ultimo, costituito artificialmente dallo Sforza, è composto da 952 pergamene ricavate per buona parte dai registri notarili cui fungevano da coperta, e il rimanente dall’archivio Ducale, con quattro diverse provenienze: Archivio degli antichi Marchesi di Massa, Archivi dei Marchesi Malaspina di Fosdinovo, Pico e Cybo.
Particolarmente interessanti risultano i fondi archivistici inerenti al periodo napoleonico, nelle varie fasi della sua evoluzione politico-amministrativa.

Biblioteca
Le raccolte bibliografiche si costituirono a partire dalla fondazione dell’istituto nel 1887, e crebbero parallelamente allo sviluppo delle raccolte archivistiche. Il primo nucleo si deve infatti al primo direttore Giovanni Sforza e rappresenta così ancora oggi significativa testimonianza della sua erudizione e grande cultura storiografica.
In particolare, la Biblioteca lunigianese raccolta per cura del direttore Giovanni Sforza (così i volumi appaiono contrassegnati), anche se oggi purtroppo in gran parte disciolta nel resto della raccolta, è ancora individuabile; lo Sforza fornì alla biblioteca molti classici della storiografia, strumenti bibliografici propri della ricerca storico-istituzionale e della storia del diritto, oltre ad importanti testate di riviste storiche e periodici culturali nazionali e locali, ma un’attenzione particolare riservò alla produzione bibliografica di interesse locale, di ogni epoca secondo l’idea guida di un’ampia bibliografia locale retrospettiva, che comprendesse anche opere letterarie e scientifiche. Alla stessa appartenevano inoltre i manoscritti cui è oggi riservata una sezione archivistica.

La biblioteca dell’Archivio di Stato di Massa, consultabile dagli utenti dell’archivio, ha una consistenza di 14.500 unità bibliografiche (2.269 sono collocate presso la Sezione di Pontremoli), di cui 4.420 annate di periodici, per complessive 365 testate, cui si aggiunge una raccolta di disegni e stampe di 69 unità. Oltre a pubblicazioni di materia archivistica, a sussidio delle attività del personale dell’archivio, e varie raccolte legislative, possiede opere generali di consultazione, di tipo enciclopedico o repertoriale, corredo indispensabile a qualsiasi ricerca storica; inoltre raccoglie pubblicazioni di interesse storico locale, che acquisisce tramite dono, acquisto diretto, o riceve per diritto di copia dagli autori che hanno utilizzato il materiale documentario.